Una passeggiata

Aggiornamento: mar 23

Stagione invernale 1996/1997 al bar.

Fatta la stagione estiva, quella invernale era un passeggiata, si serve solo quasi dentro, banco e pochi tavoli interni.

La domenica si apriva alle 13.00


Il sabato sera bevevamo come carogne spendendo tutto quello che avevamo guadagnato sabato.

Quel sabato sera mina fotonica.

Il mio amico, con il quale sono cresciuto da quando avevamo sei anni, passa a prendermi a casa in auto alle 12.30 per andare ad aprire e siamo ancora belli fuori.


Lo capiamo bene quando mi siedo in auto, mi accendo una camel senza filtro, mi rimane del tabacco sulle labbra, glielo sputo in auto e cominciamo a ridere tutti e due come scemi.

Arriviamo al bar, tiriamo su la serranda e comincio ad asciugare dei bicchieri tirati fuori dalla lavastoviglie.


Mentre sono lì al banco con la reattività di un cane impagliato, sento il mio amico che mi fa: "guarda che coniglio!!"

Lì per lì non capisco, mi giro e vedo che sta entrando una con una enorme pelliccia bianca di volpe argentata e due dentoni bianchi che le spuntavano davanti.

Non c'è stato niente da fare, tempo che lei ha detto "un cappuccino" eravamo piegati due con le lacrime agli occhi.


Abbiamo provato a infilare il gruppo nella macchina del caffè in due mentre per le lacrime non vedevamo una mazza e continuavamo a ridere sguaiatamente come due pazzi sbattendo di qua e di là con la cliente allibita che guardava la scena... sapevamo che

eravamo fottuti ma non c'era modo di riprendersi...dopo un minuto così si è scocciata ed è andata via... In due non siamo riusciti a farle un cappuccino abbiamo riso ancora dieci minuti dopo che è uscita.