Turisti...

Sono un autista di mezzi pubblici a Malta da ormai 5 anni. Me ne sono successe così tante che potrei intasare la pagina ma vi racconto la migliore, accaduta dopo un anno di servizio. Signora sui 40 anni, mi aspetta mentre mi avvicino alla fermata, sguardo fisso su di me ed il

mezzo ghigno di chi sa che sta per rovinare la giornata di un lavoratore. La noto e spero non alzi la mano (ci fermiamo a richiesta); come se fosse in grado di leggermi nel pensiero, la alza. Il ghigno è sempre lì, beffardo. Apro la porta e mi fa: “italiano???”. Un brivido scende giù per la mia schiena, gli italiani sono i peggiori (insieme a francesi e spagnoli). Ancora

inesperto, commetto il tragico errore, rispondo “sì”. Quello che accade adesso lo ritengo vero solo perché accaduto a me, raccontato da un collega non ci avrei mai creduto. Quindi siete liberi di darmi del bugiardo, lo capirei. “Sa per caso dove potrei andare a mangiare qui in zona?”. Deve aver notato la mia espressione che tradiva già un vaff pronto ad uscire, quindi

compie la sua malvagia “mossa”: piazza un piede sulla pedana lasciando l’altro a terra, inequivocabilmente un “non pensare nemmeno di chiudere la porta e ripartire senza avermi risposto”. Analizzo la situazione e valuto le mie alternative e concludo che rispondere sia la maniera più rapida per riprendere il viaggio, evitando alterchi e nervosismi. “Proprio dietro

l’angolo ci sono un paio di ristoranti, si mangia bene in entrambi”. Lei: “sono stata ieri sera! Prezzi esagerati! Cercavo un posto dove mangiare bene spendendo poco” (magari ti sposti dalla zona più turistica, idiota, no?). A questo punto devo ricorrere al piano B: farle notare che sono un conducente di linea in servizio, che lei sta bloccando l’erogazione di servizio

pubblico di trasporto, che non sono trip advisor ecc... La fine del mondo: comincia ad inveirmi contro dicendo che sono un maleducato, che lei ha semplicemente chiesto con educazione una informazione e che io sono tenuto a fornire informazioni al pubblico (su dove mangiare?

ma siamo sicuri? Non ricordo questa parte quando firmai il contratto). Mi dà del cafone al mio “tolga il piede se lo vuole riportare a casa” e mi mostra il dito mentre riparto.

Da quel giorno ad oggi: “scusi, Italiano?”


-“No, I’m sorry”.

The end