Qualche Errore forse è stato fatto


Eh, sì. È proprio vero. Il Cliente non ha sempre ragione. E io, oltre che venditrice, sono anche cliente e aspetto con terrore l’attimo in cui il povero commesso faccia un post su me. Quindi, armata di estrosità, lo anticipo e lo mando in scacco matto.


Novembre. Euronics.

Durante il black friday di Amazon, trovo in offerta la tavoletta grafica che puntavo da una vita. Non essendo reperibile in nessun negozio della mia città, per confrontare i prezzi, non esito neanche un secondo di più e inizio a frignare come

una bimbetta di tre anni dicendo che la voglio. Mio marito, anima santa, mi fa presente che la suddetta voleva essere il mio regalo di Natale ma nulla. Io non cedo. La voglio. Subito (anche perché non ci ricapiterà mai a quel prezzo).

Nei giorni che seguono, aspetto il corriere con la stessa ansia che si prova da adolescenti davanti a un test di gravidanza fatto, come

consiglia Cioè, dopo aver limonato selvaggiamente con l’amichetto. Quando il pacco arriva, non nascondo che ho proposto quasi di festeggiare la New Entry con il rispetto

che le era dovuto. Ma, proprio come i figli, anche gli oggetti non nascono tutti perfetti. Soprattutto quando non noti quella piccola clausola in piccolo che spiega che “o colleghi il monitor del pc, o la tavoletta. A meno che tu non

abbia un coso (ok, forse non c’era scritto proprio “coso”) che sdoppia l’ingresso al pc. Dopo lunghi attimi di disperazione e ricerche furenti dietro il case del computer, trovo l’ingresso del

fantomatico “coso”. Cerco su Amazon se è reperibile ma nulla, sono tutti con la rientranza (l’ingresso ha una forma regolare tranne che su un lato dove c’è una rientranza) dalla parte sbagliata. Quindi, nel mio pc non c’entrano. Colta dalla disperazione,

fotografo l’ingresso e il giorno dopo corro al negozio di elettronica più vicino. Entro in pompa magna e vado al reparto. Nulla, a quanto pare tutti gli attacchi sono come quelli di Amazon: rovesciati. Mi inalbero e inizio a girare come una bestia, fino ad adescare lui: il commesso

giovane che di sicuro è entrato da due giorni ma ne sa comunque più di me di informatica.

Io: “Ciao. Mi serve un cavetto per sdoppiare l’ingresso video. Un “coso” da infilare qua (mostro al disgraziato la foto)” Lui: “guarda, è appeso su quella rastrelliera, non puoi sbagliare.”

Io: “Eh, no, mio caro! Non vanno bene! Guarda bene nella foto, ok? Ora guarda i cavetti. Non vedi che l’ingresso ha una rientranza sul lato opposto a quello del mio pc?” Lui: “Sì.” Io: “E allora vuoi spiegarmi come faccio?

Me ne serve uno opposto!” Lui: “Ma non esiste perché...” Io; “No,no! Non è possibile! Se sul pc c’è, è segno che esiste! Dimmi che non ce l’hai, piuttosto.”

Lui: “Ma no, non intendevo quello è che..” Io: “E allora perché l’avrebbero messo se non c’è? Ok che non ci capisco nulla, ma le forme da infilare nei buchi si fanno a due anni!” Lui: “Ma è che la foto la vedi frontale e il cavetto pure.

Quando lo infili lo rovesci, non lo tieni frontale a te. Quindi, anche la forma da sinistra si sposta a destra.” Io: “ grazie. Scusi.

Arrivederci.”

Ho afferrato il cavetto e sono scappata alla cassa a pagare. Il commesso aveva ragione e a casa mi sono rimessa a giocare con le forme di mia figlia, giusto per ripasso...