Odontoiatria...

Ho lavorato come libero professionista per un mesetto in un poliambulatorio di Milano, via San Gregorio (il centro Camedi), prevalentemente in Odontoiatria.

Tale Srl raggruppa professionisti della salute dislocati in diverse strutture simili, ADI, camper e una RSA sempre a Milano.


Come infermiere non posso dir nulla di nessun professionista là dentro: ho anzi trovato gli Odontoiatri molto organizzati e competenti, nonostante le comprensibili carenze e avvicendamenti.

Perciò al massimo, posso parlare dei miei colleghi e del personale ausiliario (impiegate, ASO... a differenza mia, tutto assunto a tempo indeterminato).


Man mano che mi capitavano ho segnalato x iscritto al Direttore alcune shoccanti prassi irrispettose del mio ruolo, quando non illecite, disfunzionali; che mi venivano ordinate in modo piuttosto arrogante da personale subalterno.

Ad esempio ho domandato a questo Direttore come si sentirebbe se, mentre è seduto sulla sedia del dentista e io gli tenessi le mie dita nella sua bocca, o gli stessi praticando un

prelievo del sangue, entrasse un'impiegata a ORDINARMI "Poi ci sono di là i sacchi da chiudere"; oppure "Vai a pulire Ginecologia"; o anche "Sistema gli scatoloni"; ecc.

Ovviamente la sua risposta è stata: NON E' demansionamento, succede così di rado... a me piace dare l'esempio e mi metto a spazzare le cicche all'entrata... non si tratta di ordini, qui usiamo così tutti, per fare squadra... di infermieristico c'è poco, perciò l'infermiere dà una mano... ecc.


Effettivamente di infermieristico ho svolto solo i prelievi e gli elettrocardiogrammi, tre ore al mattino.

Ma allora tienimi solo tre ore, non dirmi che hai bisogno otto ore al giorno se poi ne devo passare cinque a fare queste cose.

Voglio essere un buon collega, un collega collaborativo, ma se l'Albo scopre che faccio lavori "indecorosi per la professione" (non ho inventato io questi termini), mi radia e per me è finita.


NON POSSO occuparmi di quelle mansioni. Non sono stato formato per quello, inutile che vi lamentate se le svolgo male o di controvoglia.

Inutile che mi prendi per i fondelli dicendomi che lì dentro lo fanno tutti, anche un bambino dell'asilo vede che non è vero...

Come LP non ho il diritto di scegliermi gli orari e i giorni? Se hai bisogno di una presenza fissa che LP sono? Devi assumermi in pianta stabile, non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca...


Assumimi direttamente come addetto alle pulizie: mica mi formalizzo, e allora ti pulisco pure i gabinetti... perché tutta sta manfrina che vuoi l'infermiere col civvì, l'esperienza... il titolo di studio, l'RC professionale, l'iscrizione all'Ordine? Per mettermi a far le pulizie?

Se mi assumi come infermiere sono limitato dal mio ruolo, sono anzi tenuto a farlo rispettare. Può non piacerti la mia faccia o posso risultarti antipatico, ma il mio ruolo sei tenuto a rispettarlo e non sei nessuno per calpestarlo.


Perciò SI, qualche volta mi sono trovato costretto a mettere qualcuno al suo posto, civilmente. Non sono state invece civili le tue impiegate, quando avevano la pretesa di impartirmi ordini demansionanti, dequalificanti, illegali, illeciti, anche davanti all'utenza.

Venendoti poi a riferire che mi sono rifiutato di eseguire, e facendomi perdere il lavoro.

Non ti preoccupare caro Signor Direttore, me ne vado. Qualora Le dimostri qualcosa oggi stesso faccio domanda in un'impesa di pulizie. Tranquillo. Resti pure con la sua "squadra". Quella composta anche da mie colleghe che si piegano a queste prassi irrispettose, criminali.


Che dimostrano la loro competenza facendosi ammonire dalle impiegate quando le fermano, mentre stanno cercando di praticare iniezioni ai pazienti senza esibizione della prescrizione medica.

Che così giovani sono già esperte di nonnismo; mobbing (e chissà di che altro); ti spostano di continuo il materiale che stai adoperando per svolgere un compito ("Così sei più comodo..."); ti si piazzano davanti quando devi passare con un carrello; ti rimproverano puntandoti il ditino, scaricandoti addosso le loro responsabilità; autorizzate a provocarti, ignorarti, non aiutarti; che non ti affiancano se non per aspetti marginali, e quindi fai fatica a inserirti; dopo una vita che sono lì non sanno che c'è un defibrillatore, oppure che il tizio da

cui prendono ordini NON E' un infermiere bensì un ASO (a me, l'ultimo arrivato, ci sono voluti due minuti, tanto x far capire come stanno sul pezzo); rispondono a domande semplici con mutismo, fughe, altre domande o con incomprensibili circonlocuzioni che non si sa dove vogliano andare a parare; si impermalosiscono se mentre le saluti parli ad esempio del tempo o dici apertamente una cretinata tanto per sdrammatizzare; ecc.

Si ricordi Direttore che ogni infermiere che se ne va è una bomba a orologeria. Segnaliamo perché siamo tenuti a farlo, perché chi tace è considerato complice, e io Vostro complice non lo voglio essere.