Neanche gli avvocati ci arrivano

Buongiorno, vi riporto un caso dell'anno scorso.

Lavoro all'Inps e, soprattutto dall'inizio della pandemia, tendiamo a non far venire la gente in ufficio, nell'interesse di tutti.

Almeno una ventina di colleghi in tutta Italia è morta per covid (e parliamo di cinquantenni)

e, nella mia sede, abbiamo avuto casi di covid che hanno portato all'intubamento e alla morte di parenti di colleghi.

Ad ogni modo, un avvocato chiede l'appuntamento per il suo cliente.

La questione era abbastanza semplice, facilmente risolvibile se, anziché all'avvocato, il cliente si fosse rivolto ad un consulente, commercialista o patronato.


Voleva sapere quanto doveva versare per avere diritto alla pensione di inabilità che è un calcolo abbastanza semplice da fare.

Lo contatto telefonicamente (che cosa brutta essere contattati telefonicamente anziché essere costretti a prendere la macchina per recarsi in un ufficio pubblico!) e spiego tutto, dato che non c'era nessun bisogno di discuterne in presenza, ma si trattava di un semplice

calcolo.

L'avvocato però esordisce dicendo che non capisce come mai non si possa accedere all'ufficio, soprattutto in un caso del genere, che riguarda un signore con gravi problemi di salute.

Al che ho risposto "Proprio perché si tratta di un soggetto fragile, a maggior ragione è un

bene che non venga in ufficio". Silenzio dall'altra parte.

So benissimo che era l'avvocato a voler venire, magari senza cliente, per giustificare poi la parcella, ma mi son divertito comunque a coglierne la contraddizione