Dal Diario di un Oste

2 Luglio 2006, sono le 11.30 e l'oste è seduto ad un tavolino a sfogliare La Nuova Sardegna, rivolgendo particolare attenzione alla cronaca sportiva che in quel momento sta calamitando tutti i tifosi di calcio.

Entra una coppia, lui un uomo adulto e distinto, con blazer blu e bottoni dorati, lei di parecchi anni più giovane con una busta firmata Max Mara.

È evidente che abbiano appena alleggerito il loro portafogli alla boutique.

L'ostessa è in piedi, dietro all'oste, e sbircia anch'essa la classifica del girone dell’Italia.

Entrambi salutano i nuovi arrivati che avanzano decisi fino al tavolino.

Il signore, impettito, saluta e si rivolge all'oste:

"Sono il vice questore di X e sono in vacanza qui vicino. Volevo sapere che prezzo ci farebbe se venissimo tutti i giorni a mangiare qui. Sa, quando andiamo a XY (nota località turistica del continente) c'è una trattoria che ci fa mangiare a nove euro."

L'oste, che nel frattempo non si è scomposto ed è rimasto seduto con la pagina del quotidiano a mezz'aria, non esita a rispondergli con tutta la sua schietta e simpatica romanità:

"E ché, sto qui a scallà l'aria?"

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