Ao damme m’pezzo de pizza

Roma. Banco della pizza.

Entra un ragazzino di 20/22 anni con la classica camminata a gambe larghe contornata dal movimento delle braccia.

“Ao damme m’pezzo de pizza”

Ao.......... damme..... vabbè..... “Quale preferisci!?” “Quella con la salsiccia” “Questa te la devo tagliare in verticale però altrimenti mi rimane solo il bordo. Va bene!?” “Perché in orizzontale non te piace!?”

Taglio. “Te mo me devi spiega na cosa, che te cambia!? Mo sei contenta!?” “Non decido io, è una cosa voluta dai principali”

“E je dici ar principale tuo che se deve fa curà”



Mi giro verso il principale che stava sul banco poco distante da me (che conoscendomi si godeva la scena ridendo sotto i baffi) “Ha detto sto ragazzo che te devi fa curà! Guarda diglielo tu (rivolgendomi a lui) il principale è lui”


“Che me stai a prende per il cuXo!???”


“Senti regazzì.... prima cosa io ho 20 anni più di te e sto lavorando, seconda cosa dovresti imparare un po’ di educazione, terzo che fai scoatti con le donne e te fai piccolo davanti agli uomini!? Girate e diglielo te al principale se sei tanto bravo”


Il gelo.

“La vuoi sta pizza o no!?” Un piccolo cenno con la testa per annuire “Ecco bravo, mangiate la pizza così te riempi la bocca e non parli più. Grazie!”


Lui: “arrivederci” Io: “speriamo di no”